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EVER
Sono soltanto un granello di sabbia,
Un pizzico di polvere che aleggia,
Lieve, nell’aria, nella nebbia, che ansima
In uno sbuffo del vento e si spiaggia
Nel deserto del proprio isolamento,
Sono un frammento, un briciolo di niente
Che a tutto però si mostra resistente,
Non brucio nel fuoco, nell’acqua mi asciugo,
Godo del privilegio di vivere nudo,
Volteggio nel cielo e magari poi cado
Ma essendo di argilla non mi faccio male,
Sono la particella di un pulviscolo
Vago, il minuzzolo tenue che passa
In scioltezza per la cruna dell’ago,
Sono il particolato, quello ultrafine,
Il più infimo e immune, che si deposita
E giace là dove più si dà pace,
Galleggio sull’onda e il fiato del mare
A me non mi affonda, non mi sa risucchiare,
Posso volare e poi andarmi a schiantare,
Vado e ritorno, adoro zigzagare,
E ho questa fortuna… di non sapere,
Di non sentire, né parlare o capire,
Nemmeno vedere, e se ti entro in un occhio
Non è perché voglio imparare a guardare
Con la tua vista, sono di passaggio,
Non lo faccio apposta, pardòn, esco subito
E cieco rimango, io non appartengo,
Sfuggo perfino alla mia stessa libertà,
E sono l’istante di un bruscolino
Che per sempre sarà. Scusa, non ti ho detto
Il mio nome: io mi chiamo… eternità.